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Rivoluzione Italiana - Il blog di Paolo Guzzanti

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Che cosa è Rivoluzione Italiana - Il blog di Paolo Guzzanti?

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H1-6 tagH2: Hillary prigioniera fra le prime donne del suo partito, prima di tutto la magnifica Michelle Obama, poi suo marito che rievoca le corna e Bernie Sanders che ha creato la scissione e il nuovo partito socialista americano. Intanto Trump fa il russo col colbacco e tutti si arrabbiano. Ma Trump è russo davvero, fa il tifo per il Cremlino, offre a Putin gli Stati Baltici ed è pronto a chiudere due occhi sull’Ucraina. Sicuri che va bene così?
H2: L’America è un pianeta, la sua popolazione cambia radicalmente ogni ventenni, chi capisce per primo e meglio il cambio, vince. Buttarla su destra e sinistra, è roba da vecchi europei quali noi siamo con i nostri sistemi aristotelici e tolemaici con cui considerare le categorie astratte. L’America è lingue, colori, culture, disfatte e glorie ed ora è partita la corsa di tre mesi per Pennsylvania Avenue e i carriaggi percorrono le antiche praterie, ma con le armi digitali al posto del telegrafo e del Pony Express.
H2: Ma ditemi, sinceramente
H2: Una settimana di disfatte autoiflitte fa crollare Trump 9 punti dietro Hillary che è sempre detestata dalla maggioranza degli americani. Trump ha allibito l’America rifiutandosi di rendere omaggio a un capitano americano figlio di pakistani che è morto in Iraq. E poi non ha voluto ancora assumere un linguaggio presidenziale. Se va avanti così, per lui finisce male
H2: Trump si sta facendo talmente male da solo da far pensare che sia d’accordo con Hillary. Naturalmente non è vero, ma intanto dice una cazzata al giorno. Ieri che fosse meglio sparare a Hillary, oggi che Obama ha fondato l’Isis. Risultato: da +4 a -11 nei sondaggi.
H2: Donald Trump accetta l’ordine del partito che prevede la sconfitta di tutti i suoi candidati a novembre: licenzia il filorusso Paul Manafort e per la prima volta in vita sua chiede scusa per il suo comportamento verbale, ma senza dire a che cosa e a chi si riferisce. E, con faccia da impunito, aggiunge “believe it or not”, che ci crediate o no. La folla che lo ascolta a Charlotte scoppia a ridere e applaude. Nessuno ci crede, ma spera che sia una buona mossa. Trump scende nei sondaggi come un palombaro, mentre l’odiata Clinton resiste con la forza dell’organizzazione del partito democratico e dei miliardi che il sistema investe su di lei.
H2: Trump rimonta e Hillary non cede, ma la novità è che Donald sta corrodendo il bacino del voto afroamericano: “Perché diavolo non dovete votare per me? Potete averne soltanto vantaggi”. E va a Detroit a trattare con un vescovo nero accompagnato da Ben Carson. Poi beffa i messicani confermando la sua idea del muro (del resto Londra lo sta precedendo col muro di Calais) e ammette il ritorno dei rimpatriati se faranno domanda di rientro. L’America sempre più spaccata, non esistono più democratici e repubblicani di un tempo, è un duello inquietante e personale che dovrebbe impensierire noi europei per le sue conseguenze. Invece, tutti guardano dall’altra parte, come se fosse folclore e non il nostro futuro.
H2: Trump e Clinton sul ring. Ma a turni. Si decide se da gennaio ci sarà un’America occidentale o mondializzata in salda alleanza con la Russia di Putin.
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